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I segreti della comunicazione del cane: come capire il suo linguaggio

 
Se per l’uomo i piani della comunicazione sono sostanzialmente due: verbale (suoni, parole) e non verbale (gesti e movenze), per il cane la comunicazione si sviluppa su diversi piani. Per comunicare il cane infatti, utilizza l’olfatto, l’udito, la vista e il tatto sfruttando ciascuno di questi canali con diverse finalità comunicative.
Il cucciolo impara a comunicare dalla madre e dagli altri cani adulti durante i primi mesi di vita; per questo il distacco prematuro dalla madre e una mancata socializzazione con i suoi simili sono fattori che predispongono ad errori di comunicazione con conseguente frustrazione nel cane in fase adulta.
Andiamo ora a focalizzarci sui diversi modi che utilizza il cane per comunicare con noi e con i propri simili.
 

La comunicazione olfattiva:

si tratta di una comunicazione chimica, che permette loro di captare i segnali (appunto chimici) lasciati dai feromoni secreti da alcune ghiandole particolari (ghiandole interdigitali, del padiglione auricolare, dei cuscinetti plantari, dei capezzoli mammari, della regione perianale e genitale). Questi feromoni possono essere percepiti dall’olfatto del cane anche da lunghe distanze e comunicano informazioni sullo stato emozionale e fisiologico di chi li emette.
 

La comunicazione acustica:

si tratta di una comunicazione che si diversifica molto in base al tipo di suono emesso. Come sappiamo infatti, i cani utilizzano i loro vocalizzi in diversi modi, dal classico abbaio all’ululato, ringhio, gemito o grido. Questi costituiscono i suoni vocali.
Nello specifico:
il gemito viene emesso per salutare altri cani, per invitare al gioco o durante i contrasti. Il grido viene emesso in situazioni di pericolo e denota paura o dolore da parte del cane. Il ringhio viene emesso durante la minaccia, per far mantenere le distanze ed evitare il conflitto. Può essere utilizzato anche nel gioco associato ad una postura abbassata. L’abbaio viene emesso come avviso o allarme per una minaccia, oppure come segnale di eccitazione, di richiesta o richiamo dell’attenzione. L’ululato viene utilizzato più spesso da cani affini al branco; indica al gruppo la posizione di chi lo emette nel caso fosse rimasto isolato, oppure viene emesso per coordinare la caccia. Può anche essere emesso come risposta ad un vocalizzo simile da parte di un altro cane.
Poi esistono anche i suoni non vocali e i suoni misti emessi dal cane. Nello specifico:
gli uggiolii vengono emessi per esprimere il desiderio di raggiungere il proprietario, un altro cane o un oggetto, oppure possono manifestare una richiesta di attenzione. Gli ansimi possono indicare uno stato di stress, paura o eccitazione. Lo schiocco delle mandibole può indicare un invito al gioco (se associato a postura abbassata) o una minaccia.
I suoni misti sono un insieme di tutti i suoni che abbiamo appena citato e indicano altre sfumature del linguaggio che vanno interpretate anche a seconda della gestualità del corpo del cane.
 

La comunicazione visiva:

La vista del cane è in grado di captare il movimento degli oggetti anche a grande distanza e anche in condizioni di scarsa luminosità. Grazie quindi alla sua capacità visiva il cane è in grado di riconoscere chiaramente le gestualità nostre e dei suoi simili e di interpretarle correttamente, inoltre è proprio lo sguardo stesso a rappresentare una forma di comunicazione. Per esempio, quando il cane dilata molto le pupille o spalanca gli occhi può voler manifestare paura, irritazione o stupore.
 

La comunicazione tattile:

Nella comunicazione di tipo tattile ci sono alcuni organi che giocano un ruolo fondamentale: il tartufo, i peli tattili (i baffi), le labbra, la lingua, insieme ad altri recettori sparsi sul corpo (cuscinetti plantari compresi). La comunicazione tattile è la prima che si sviluppa nel cucciolo già durante la gravidanza. Grazie a questo canale di comunicazione il cucciolo impara fin da subito dalla madre l’autocontrollo e le regole sociali, impara anche come moderare il morso, non sovreccitarsi e a calmarsi.
Per noi umani la comunicazione tattile può manifestare affetto, come l’abbraccio per esempio. Nel cane però questo gesto non viene compreso come tale e viene interpretato invece come un segnale competitivo, l’esatto opposto di quello che vogliamo manifestare noi.  Ecco perché è importante conoscere il modo in cui comunicano i cani per evitare errori di comunicazione come questo.
 

La comunicazione posturale:

Inoltre, come abbiamo accennato in precedenza, il cane utilizza molto il suo corpo per comunicare, si tratta della comunicazione posturale, forse la più fraintesa in assoluto da noi umani. Vediamola nello specifico:
La postura alta si riconosce perché il cane presenta il corpo impettito, la testa ben dritta e le orecchie in avanti. La coda è ben alta e si muove rapidamente, lo sguardo è diretto sul dorso dell’avversario. Il cane può anche in questa postura arrivare ad appoggiare la sua zampa sopra la testa dell’altro al fine di comunicare nell’insieme la sua dominanza.
La postura di minaccia si riconosce perché il cane rimane immobile di fronte all’avversario, con postura alta e sguardo fisso sugli occhi dell’altro. Le labbra si sollevano mostrando i denti e spesso vengono emessi dei ringhi, Il pelo sul dorso si solleva diritto. In questi casi è importante agire tempestivamente per interrompere l’eventuale aggressione che potrebbe susseguirsi.
La postura di combattimento si riconosce quando il cane si solleva sugli arti posteriori e urta contro il suo compagno di giochi talvolta mordendo la zona del collo o delle orecchie. Questa postura viene spesso utilizzata fra cani della stessa taglia per giocare “alla lotta” e non rappresenta affatto un tentativo di aggressione.
La postura bassa si riconosce quando il cane si avvicina ad un altro mantenendo appunto una postura bassa, con tutte e quattro le zampe semi piegate, la coda tra le gambe, le orecchie all’indietro e cercando di lambire con la lingua il muso dell’altro cane. Talvolta in questi casi il cane tende a girarsi a pancia in su tentando di leccare il suo compagno in segno di sottomissione e rappacificazione.
La postura di gioco, infine, si riconosce quando il cane flette gli arti anteriori mantenendo il sedere sollevato come in un inchino, la coda è alta e vengono emessi suoni come abbai e ringhi di gioco.
 

La comunicazione uomo-cane:

Una volta chiariti i canali di comunicazione e le posture del cane, è importante sottolineare alcuni aspetti che ci aiutano a non commettere degli errori di comunicazione con i nostri animali. La prima regola fondamentale è non umanizzare i comportamenti del cane. Abbiamo visto poco fa come ogni gesto o vocalizzo abbia uno specifico significato per il cane. Siamo noi che dobbiamo invece renderci conto che il cane comunica con noi come se fossimo dei cani e interpreta i nostri gesti alla pari di quelli di un altro cane. Ecco perché è importante evitare alcuni atteggiamenti fraintendibili dal cane, come l’abbraccio o il bacio sul muso poiché potrebbero provocare delle reazioni inaspettate d pate del cane, specialmente quando abbiamo a che fare con cani e bambini.

È bene ricordare che l’uomo inconsciamente comunica con il cane utilizzando la sua gestualità. Quante volte ci capita fare lunghi discorsi con il nostro cane, il quale ci osserva attentamente come se ci stesse ascoltano, quando in verità sta osservando il nostro linguaggio del corpo e i nostri gesti? Ecco perché è fondamentale associare una postura coerente a seconda di ciò che vogliamo comunicare effettivamente con la nostra voce utilizzando dei vocaboli ben chiari e un adeguato tono di voce. Per fare questo in modo corretto è importante iniziare fin da subito, con l’aiuto di una figura competente come l’educatore cinofilo.

Una comunicazione coerente unita ad una comprensione corretta della comunicazione del cane sono la chiave per prevenire errori e  problematiche di convivenza.

 
Spero che l’articolo sia stato di vostro gradimento, come sempre ci rivediamo al prossimo!
Pamela

Fonti: Materiale didattico- FNOVI
 
 
 
 
 
 
 
 

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